Piccolo borgo medievale incontaminato tra Viterbo e la Toscana

Scorcio di Farnese

Farnese è un piccolo borgo medievale incontaminato tra Viterbo e la Toscana.

Passeggiando tra le vie del centro storico, sembra di tornare indietro nel tempo, il che lo rende un posto perfetto per chi vuole staccare dalla vita frenetica della città e immergersi in un posto in cui gli unici rumori che si sentono sono delle voci in lontananza.

I moltissimi fiori colorati, a cui i Farnesani tengono moltissimo, sono la caratteristica che principalmente distingue Farnese dagli altri paesini medievali del viterbese e della Maremma.

Purtroppo però, Farnese è un paese che sta morendo e se si decide di rimanere un po’ più a lungo, ci si renderà conto della mancanza di alcuni servizi fondamentali.

Cosa vedere:

Come dicevo, Farnese è un paradiso soprattutto per chi vuole staccare la spina dalla vita frenetica cittadina, ma offre anche alcune cose caratteristiche da visitare.

– Sicuramente, è interessante visitare il “Borgo di Pinocchio”: location dello sceneggiato televisivo “Le Avventure di Pinocchio” diretto da Luigi Comencini negli anni Settanta e con Nino Manfredi nei panni Geppetto.

Borgo di Pinocchio

– Il centro storico: Parcheggiate la macchina al Grottino e arrivate alla Rocca, con il portale attribuito al Vignola. Potete anche entrare nel portone sempre aperto (di legno coevo): in quel piccolo cortiletto ci sono ancora persone che ci abitano e stanze parrocchiali per l’oratorio.

Vicoli del centro storico di Farnese

Dalla Rocca potete visitare la chiesa sulla piazza principale e da lì prendere una delle tre stradine e perdervi nei vicoletti in fiore. Perdetevi, dimenticatevi dei navigatori: ogni vicoletto si ricongiunge ad un altro e vi riporta sulla strada principale!

  • Piazza dell’indipendenza (“Tralipozza”): è una delle piazzette del centro storico. I Farnesani la chiamano “Tralipozza” (tra-li-pozza, tra i pozzi) perché un tempo c’erano tanti “butti” (o pozzi) che venivano usati inizialmente come silos per il grano e l’acqua, successivamente come “discariche” (alcuni oggetti ritrovati sono conservati al Museo civico)
  • Chiesa di Santa Maria delle Nevi: poco distante da “Tralipozza”, è una chiesetta del 1100 d.C. circa.  Si dice che le abitazioni lì vicine siano dello stesso periodo.

Il Museo Civico: con reperti risalenti all’età del Bronzo, manufatti di epoca etrusca, medievale e rinascimentale.

Cosa mangiare:

La cucina farnesana risente della tradizione laziale (in particolare quella viterbese) e di quella toscana.

Se mangiate carne, non avrete problemi! Soprattutto se amate la selvaggina: cinghiali, lepri, fagiani…

Ma anche se siete vegetariani, non dovete preoccuparvi!

Da assaggiare assolutamente:

Pici: al ragù, al ragù di cinghiale, oppure con il sugo semplice senza carne 

– Patate al forno con il finocchietto selvatico (il finocchietto selvatico si usa molto nella cucina farnesana e se capitate a Farnese d’estate, troverete ancora le signore che lo mettono all’aria ad essiccare)

Acquacotta: la tradizione dice che fosse il piatto tipico dei butteri. È una zuppa con verdure di stagione, pane raffermo, aglio, cipolla, uovo, patate, carne (preferibilmente lardo), o baccalà. Ma ne esiste anche una versione “più povera” e cioè quella vegetariana.

Panzanella: sia nella versione con pane “sbriciolato” (simile alla versione toscana), che con il pane intero, ma comunque bagnato (simile alla versione romana).