Cinque giorni indimenticabili a Londra

Londra, una metropoli vibrante e ricca di storia, offre un’infinità di esperienze.

Per visitare una città come Londra, cinque giorni non sono abbastanza. Prima di partire, noi avevamo fatto un planning ben dettagliato e siamo riusciti a visitare la maggior parte delle principali attrazioni (anche se, ovviamente, torneremo per vedere quelle che ci siamo perse).

Ecco quello che è stato il nostro itinerario, sperando che vi sia utile per il vostro viaggio nella capitale del Regno Unito.

Premettiamo che noi abbiamo scelto di vedere più cose possibili e, per questa volta, non siamo entrati nei musei.

Prima di iniziare…

Prima di iniziare però, alcuni piccoli appunti:

  • Per visitare Londra (al momento attuale in cui stiamo scrivendo questo articolo) serve l’ETA (qui trovate tutti i dettagli)
  • Per viaggiare in comodità (Londra è servita da un ottimo trasporto pubblico), vi consigliamo di acquistare la Visitor Oyster Card (che potete acquistare online qui, o direttamente in aeroporto come abbiamo fatto noi).
  • Per tutte le altre informazioni pre-partenza, noi ci siamo affidati a due siti: visitlondon.com e tourlondra.com, ma soprattutto alla pagina Instagram La Tua Londra, che dà consigli utilissimi (sia se è la vostra prima volta a Londra, ma anche se invece ci siete già stati e cercate cose più particolari).

Giorno 1

Noi abbiamo alloggiato all’Ascot Hyde Park Hotel, che è ottimo per la sua posizione: a pochissimi metri dalla stazione di Paddington e da Hyde Park.

Quindi, il nostro primo giorno abbiamo girovagato per i dintorni dell’hotel (per orientarci e conoscere meglio la zona che, tra l’altro, è piena di locali) e poi siamo stati a visitare la prima stazione metropolitana del mondo: Paddington Station.

Wild Table of Love
Chiesa di St James

Giorno 2

Il secondo giorno è stato, forse, il più pieno! Anche se, dovete considerare che, nonostante l’ottimo servizio pubblico, noi abbiamo camminato circa 13 chilometri al giorno!

Dall’hotel siamo andati all’abbazia di Westminster e, da lì, ci siamo spostati a piedi fino all’House of Parliament e al Big Ben. Abbiamo percorso il Westminster Bridge e ci siamo trovati al Memoriale dedicato alle vittime del Covid. Vedere la Casa del Parlamento, il Big Ben e trovarsi in questo memoriale è decisamente un’esperienza che tocca il cuore perchè, dopo tanta bellezza, trovarsi in tanta tristezza è un’altalena di emozioni che non possono lasciare indifferenti.

Abbiamo ripreso il nostro cammino e ci siamo diretti verso Trafalgar Square (di strada c’è la sede di Scotland Yard, che gli appassionati di Dylan Dog non possono non riconoscere!). Trafalgar Square è una piazza dedicata alla battaglia di Trafalgar, ma oggi ospita tantissimi artisti di strada (a noi ha colpito un poeta che scriveva poesie a pagamento) tutti, rigorosamente, con il POS.

Dopo una sosta per il pranzo, ci siamo diretti (sempre camminando) a Piccadilly Circus che, sicuramente, merita una visita di sera per essere veramente apprezzata.

Da lì, sempre camminando, siamo arrivati a Soho e non potevamo perderci Carnaby Street (ovviamente, siamo entrati nel negozio dei Rolling Stones e in quello Barbour!) e, infine, Oxford Street.

L’Abbazia di Westminster
Il Big Ben e l’House of Parliament
Accesso a Carnaby Street
Esterno del negozio dei Rolling Stones
Interno del negozio dei Rolling Stones

Giorno 3

Il terzo giorno siamo stati nel carinissimo quartiere di Notting Hill: dopo un bel caffè caldo, ci siamo diretti a Portobello Road, celebre per il mercato, ma anche per i suoi negozietti che vendono le cose più strane e particolari!

Da lì, con la metro, ci siamo spostati a Buckingham Palace, dove abbiamo assistito al cambio della guardia.

Non poteva mancare Harrods: centro commerciale che sembra più un museo di gioiellerie e abiti meravigliosi.

Nuovamente a piedi, ci siamo diretti ad Hyde Park (dove ci siamo anche riposati un po’): siamo passati per i Giardini di Kensington (dove c’è la statua di Peter Pan) e per gli Italian Gardens, fino ad arrivare al nostro hotel poco distante (ah, strada facendo, siamo entrati anche nella chiesa di St James).

Buckingham Palace durante il cambio della guardia
Negozio di Valentino all’interno di Harrods
Hyde Park

Giorno 4

Il quarto giorno siamo partiti con le cose più “tradizionali”. Abbiamo visto la Cattedrale di St Paul che, non solo è la Chiesa madre della diocesi anglicana di Londra, ma è anche la seconda Cattedrale più grande del mondo (dopo la Basilica di San Pietro, a Roma).

Tipica giornata londinese per quello che abbiamo visto, ma anche per la pioggerellina che ci ha accompagnati. Coperti da impermeabili e cappellini, abbiamo percorso sia il London Bridge, che il Tower Bridge (che, nonostante sia uno dei simboli della città, è abbastanza recente: risale al 1894). La cosa che ci ha colpiti è stato vedere, da un lato del Tamigi, la Torre di Londra (che risale al 1066) e, dall’altro, la City ultra-moderna con i grattacieli.

Poi abbiamo fatto il tour con i luoghi di Jack lo Squartatore (abbiamo seguito quello di getyourguide.it) nel quartiere di Whitechapel. Quartiere molto caratteristico e lontano dai classici giri turistici: abbiamo visto una Londra più “vera”, popolare e multietnica.

Successivamente, una sosta alla casa-museo di Sherlock Holmes in Baker Street.

Cattedrale di St Paul
La Torre di Londra
Il pub The Ten Bells, dove pare che Jack lo Squartatore adescasse le sue vittime

Giorno 5

Più morti che vivi, con l’ansia per la partenza, e con le (piccole) valigie al seguito, abbiamo deciso di visitare un centro commerciale “vero” (ben lontano dagli standard di Harrods che, purtroppo, non ci appartengono) e siamo stati a Westfield (dove abbiamo comprato un bellissimo trench per me!)

Da lì, siamo arrivati in aeroporto e alle nostre vite normali da pantofolai.

L’orso Paddington fuori dal centro commerciale di Westfield

In conclusione…

In conclusione, Londra è una città che merita di essere visitata almeno una volta nella vita e noi sicuramente ci torneremo, sia per entrare in qualche museo, che per vedere altri angoli della Londra meno turistica.

Il fascino di Londra, che la distingue dalle altre città, non è solo l’architettura, ma è anche l’apertura mentale, il senso di libertà che si prova (sempre nel rispetto degli altri).

L’articolo è stato un po’ lungo (e non vi abbiamo raccontato cosa abbiamo mangiato: di quello parleremo prossimamente!), ma vi lasciamo con una citazione di Samuel Johnson (critico e poeta): “Non troverai nessuno, soprattutto un intellettuale, che voglia lasciare Londra. No, Sir, quando un uomo è stanco di Londra è stanco della vita; a Londra c’è tutto ciò che questa vita possa offrire”

Abbiamo “rubato” dei sassi del Tamigi come souvenir!

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