Presso il Trinity College di Dublino sono conservati i documenti riguardanti il processo a Domenico Ciabocchi, il “Bigamo di Narni”.

Vi abbiamo già portato a Narni (e qui potete trovare il nostro articolo), ma questa volta vi portiamo nella Narni del 1600 e vi raccontiamo della Santa Inquisizione e di un famoso caso di bigamia di cui si conservano ancora gli atti processuali.

Chi era Domenico Ciabocchi?

Domenico Ciabocchi era un uomo nato a Todi intorno al 1675 da genitori che non vollero riconoscerlo. Viene quindi adottato da una famiglia di contadini che lo tratta più che altro come “animale da tiro” nei campi.

Appena ha l’età necessaria per potersene andare, lo fa e si sposa con Maria Giulia Laurenzi, da cui avrà anche dei figli.

Dagli atti processuali, Domenico confessa di essere scappato da Maria Giulia perché lei lo picchiava con il bastone.

Il povero Domenico arriva a Narni, dove conosce la vedova Elisabetta Natili e si due si sposano il 6 Settembre 1723, corrompendo con ceste di frutta i testimoni che giurano sul suo stato di libertà coniugale.

Domenico ed Elisabetta riescono a sposarsi senza intoppi.

E vissero tutti felici e contenti, direte voi. E invece no.

Ma allora la Santa Inquisizione come venne a sapere del precedente matrimonio?

Ai tempi, la confessione era obbligatoria almeno una volta l’anno. Durante la confessione, il confessore chiedeva al penitente se fosse a conoscenza di una qualche eresia compiuta anche da altre persone.

Qualcuno parlò e confessò la bigamia di Domenico.

La Santa Inquisizione cominciò quindi a indagare sul conto di Domenico Ciabocchi. Finita l’indagine, venne incarcerato senza neanche spiegargliene il motivo. Gli venne chiesto se avesse compiuto qualche eresia. Il povero Domenico confessa la propria bigamia.

Il 28 Marzo 1726 viene condannato e incarcerato.

Fine della storia, direte voi. E invece no.

Domenico peggiora la propria posizione

Domenico è incarcerato nell’attuale Narni Sotterranea quando, dopo neanche un mese (il 17 aprile 1726) uccide il carceriere e scappa.

Lo Sciabocco (così veniva chiamato Domenico Ciabocchi) decide di scappare a L’Aquila che era sotto il Regno di Napoli e non sotto lo Stato Pontificio.

Dal suo esilio scrive a Elisabetta e le indica il posto in cui lei avrebbe dovuto raggiungerlo per poter, finalmente, vivere felici insieme.

Purtroppo però, il messaggio che doveva essere consegnato a Elisabetta, viene intercettato dall’Inquisizione che si reca al luogo dell’incontro e lo cattura di nuovo.

Domenico ora è colpevole di bigamia e di omicidio

Questa volta, al processo, Domenico viene giudicato per bigamia e per omicidio. Ma lo Sciabocco confessa di essere stato costretto dal Diavolo a compiere questi gesti e che non c’è stato nulla di premeditato da parte sua.

Più o meno un lieto fine…

Domenico Ciabocchi non viene condannato a morte, ma al carcere a vita.

Non sappiamo nulla di Domenico dopo la sua condanna: i documenti ritrovati si fermano qui.

Sarà riuscito a rivedere la sua amata Elisabetta?

E Maria Giulia ha mai saputo delle vicende del marito?

.

.

Questa era solo una delle storie misteriose e affascinanti legate alla città di Narni sotterranea. Ma come vi avevamo già detto nel nostro precedente articolo, ci torneremo e vi racconteremo tanto altro (e vi faremo assaggiare dell’ottimo cibo).

Comments are closed, but trackbacks and pingbacks are open.