La Mary Celeste è una delle più celebri navi fantasma della storia marittima. Fu scoperta abbandonata e alla deriva nell’Atlantico nel 1872, senza alcuna traccia del suo equipaggio. Questo ha alimentato un mistero che affascina e tormenta ancora oggi.

Storia della Mary Celeste

Il brigantino fu costruito nel 1861 in Nuova Scozia e, inizialmente, aveva il nome Amazon.

A causa della sua storia travagliata, segnata da incidenti e cambi di proprietà, si pensò che fosse preda della sfortuna.

Nel 1868, l’Amazon venne ristrutturato. L’anno successivo il suo nome venne cambiato in Mary Celeste. L’intenzione dei nuovi proprietari era di usare la nave per attraversare l’Atlantico per commerciare con i porti dell’Adriatico.

Il 7 novembre 1872, la Mary Celeste salpò dal porto di New York diretta a Genova, in Italia. A bordo c’era il Capitano Benjamin Spooner Briggs, un esperto e rispettato marinaio, insieme a sua moglie Sarah, la loro figlia di due anni Sophia, un equipaggio di sette uomini e una gatta. Il carico consisteva in 1.701 barili di alcol denaturato, un prodotto infiammabile.

Dipinto del 1861 dell’Amazon che, in seguito, verrà rinominata Mary Celeste – Fonte foto wikipedia.it

La scoperta enigmatica

Il 4 dicembre 1872, il brigantino Dei Gratia, comandata dal Capitano David Morehouse avvistò la Mary Celeste a circa 600 miglia nautiche dalle isole Azzorre. La nave procedeva a vele spiegate, ma in modo irregolare, e non rispondeva ai segnali.

Un’ispezione a bordo rivelò una scena inquietante:

  • Nessun segno di vita: Non c’era anima viva a bordo, neanche la gatta.
  • Condizioni della nave: La nave era intatta e perfettamente navigabile, anche se alcune delle sue vele erano strappate. Non c’erano segni evidenti di lotta o violenza. C’erano ancora cibo e acqua in abbondanza per altri 6 mesi.
  • Oggetti personali intatti: Gli effetti personali del Capitano Briggs, della sua famiglia e dell’equipaggio erano al loro posto (inclusi denaro e oggetti di valore).
  • Mancanze: L’unica scialuppa di salvataggio era scomparsa, e il sestante e il cronometro della nave erano assenti. La pompa di bordo era parzialmente smontata e c’era circa un metro d’acqua nella stiva, ma non abbastanza da giustificare un abbandono. L’ultimo appunto sul diario di bordo risaliva al 25 novembre, nove giorni prima del ritrovamento, e non indicava alcun problema.

Morehouse e il suo equipaggio portarono la Mary Celeste a Gibilterra, dove fu avviata un’indagine ufficiale. Nonostante le speculazioni su omicidi, pirateria o complotti per frodi assicurative, non emerse alcuna prova concreta di illeciti.

Incisione della Mary Celeste nello stato in cui fu ritrovata, senza l’equipaggio. Sono osservabili le condizioni delle vele – Fonte foto wikipedia.it

Le teorie del mistero

Il caso della Mary Celeste ha generato innumerevoli teorie, molte delle quali rimangono vere e proprie congetture:

  • Fuga da un’esplosione di vapori: Una delle teorie più plausibili suggerisce che i vapori dell’alcol denaturato potessero aver causato una piccola esplosione non distruttiva nella stiva. Il Capitano Briggs, temendo un’esplosione più grande e pericolosa, potrebbe aver ordinato l’abbandono della nave, con l’intenzione di risalirvi una volta dissipati i vapori. L’equipaggio e la famiglia potrebbero essere saliti sulla scialuppa di salvataggio, tenendosi a distanza dalla nave con una cima. La teoria ipotizza che la cima si sia spezzata o sia stata tagliata, lasciando la Mary Celeste alla deriva e i suoi occupanti dispersi in mare.
  • Ammutinamento o Pirateria: Sebbene popolari nelle narrazioni romanzate, queste teorie sono poco supportate dalle prove, dato che non c’erano segni di violenza o di furto.
  • Onde anomale o tempeste improvvise: Un’onda gigante o una tempesta improvvisa e localizzata avrebbero potuto spingere l’equipaggio a prendere la scialuppa, solo per poi essere travolti. Tuttavia, la nave non presentava danni strutturali tipici di un uragano.
  • Creature marine: Alcune teorie più fantasiose suggeriscono attacchi da parte di mostri marini: un’idea priva di fondamento.
  • Malattie o follia: Anche se meno probabile, è stato suggerito che una malattia a bordo, o un atto di follia del capitano, potessero aver portato all’abbandono.

Il destino finale della Mary Celeste

Nonostante la sua fama di “nave maledetta”, la Mary Celeste continuò a navigare per altri tredici anni, passando di proprietario in proprietario. La sua fine giunse nel 1885, quando il suo ultimo capitano, G.C. Parker, la fece deliberatamente arenare contro una barriera corallina ad Haiti in un tentativo di frode assicurativa. La nave non affondò come previsto, e il piano fu scoperto, portando Parker e i suoi complici a un processo. La Mary Celeste, irrimediabilmente danneggiata, fu lasciata a deteriorarsi.

Il 9 agosto 2001, una spedizione guidata dallo scrittore Clive Cussler e dal produttore cinematografico canadese John Davis ha trovato i resti del brigantino dove Parker l’aveva distrutto.

In conclusione: un mistero senza fine…

Il caso della Mary Celeste è diventato un’icona del mistero marittimo, fonte d’ispirazione per innumerevoli libri, articoli e opere di finzione, tra cui un racconto di sir Arthur Conan Doyle, che contribuì a cementarne la leggenda.

A distanza di oltre 150 anni, la domanda rimane: cosa accadde veramente a bordo della Mary Celeste? Il suo equipaggio è scomparso senza lasciare traccia, e la nave è rimasta un enigma galleggiante, un promemoria dell’imprevedibilità del mare e dei misteri che a volte nasconde.

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