La storia di Adidas e Puma

Forse non tutti conoscono la storia di Adidas e Puma.

La storia dei due brand infatti, è fatta di ingegno, rivalità feroce e un odio profondo che ha diviso una famiglia, e un’intera città tedesca, per decenni.

L’inizio: La Gebrüder Dassler Schuhfabrik

Tutto ha inizio negli anni ’20 a Herzogenaurach, una piccola città della Baviera che, all’epoca dei fatti, aveva meno di 4.900 abitanti.

Due fratelli, Rudolf (il venditore estroverso) e Adolf, detto “Adi” (l’artigiano introverso), fondano una fabbrica di scarpe nel retro della lavanderia della madre.

La loro intuizione fu rivoluzionaria: creare scarpe specifiche per ogni disciplina sportiva. Adolf si occupava di fabbricare materialmente le scarpe, mentre Rudolf si occupava della distribuzione e della parte gestionale.

Il successo non tardò ad arrivare ed esplose con le Olimpiadi di Berlino del 1936, quando Adi convinse Jesse Owens a indossare le sue scarpe chiodate. Owens vinse quattro ori e i Dassler divennero famosi in tutto il mondo.

La fabbrica di scarpe sportive dei fratelli Dassler – Fonte foto wikipedia.com
Una delle scarpe usate da Jesse Owens durante le Olimpiadi del 1936 – Fonte foto kommandostore.com

La grande rottura

Durante la Seconda Guerra Mondiale, il rapporto tra i fratelli si incrinò irreparabilmente. Le cause esatte sono ancora oggetto di leggenda, ma si parla spesso di divergenze politiche.

Nel 1948, finita la guerra, i due decisero di dividersi a metà l’azienda spartendosi anche i dipendenti. A quel punto, la rottura divenne definitiva:

  • Adi fondò la Adidas (unendo il suo soprannome “Adi” e le prime tre lettere del cognome “Das”).
  • Rudolf fondò la Ruda, che poco dopo divenne Puma per suonare più dinamica.
Adolf (Adi) Dassler a 15 anni – Fonte foto wikipedia.com
Rudolf Dassler – Fonte foto wikipedia.com

Una città divisa: Herzogenaurach

La rivalità non restò confinata in famiglia, ma spaccò in due la città di Herzogenaurach:

  • Se lavoravi per Adidas, non potevi frequentare chi lavorava per Puma.
  • Esistevano macellerie, panetterie e bar “dedicati” a una o all’altra fazione.
  • La città venne soprannominata “la città dei colli piegati”, perché la gente, prima di salutare qualcuno, abbassava lo sguardo per vedere che scarpe indossasse.

Momenti iconici: i tacchetti e il “Puma King”

La sfida si spostò sui campi da calcio, dove i fratelli cercavano di accaparrarsi i migliori atleti:

  • Il Miracolo di Berna (1954): Adidas vinse il primo round globale fornendo alla nazionale tedesca scarpe con tacchetti avvitabili intercambiabili, fondamentali per vincere la finale sotto la pioggia contro l’Ungheria.
  • Il patto di Pelé: Nel 1970, le due aziende siglarono un “patto di non aggressione” per non alzare troppo il prezzo di Pelé. Puma, però, lo infranse all’ultimo secondo. Prima del fischio d’inizio di un match mondiale, Pelé chiese all’arbitro di fermarsi per allacciarsi le scarpe: le telecamere inquadrarono le sue Puma, rendendole leggendarie.
Scarpe Adidas usate dalla nazionale della Germania Ovest nel 1954 – Fonte foto adidas.it
Gli scarpini Puma di Pelè – Fonte foto nss-sport.com

In conclusione: l’eredità oggi

Oggi Adidas e Puma sono multinazionali che vanno ben oltre lo sport, dominando il mercato del lifestyle e della moda. Sebbene la famiglia Dassler non controlli più le aziende e l’odio viscerale tra i cittadini sia svanito (nel 2009 i dipendenti delle due aziende hanno giocato una partita di calcio simbolica insieme), la competizione rimane il motore che le spinge a innovare.

Curiosità

I due fratelli sono sepolti nello stesso cimitero a Herzogenaurach, ma alle due estremità opposte, il più lontano possibile l’uno dall’altro.

Nel 1975 il figlio di Adi, Horst, fondò la propria azienda: l’Arena, specializzata in abbigliamento per il nuoto.

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