La “Bombarda del Valentino”: il simbolo storico di Rignano Flaminio

La “Bombarda del Valentino”: un cannone misterioso tra Cesare Borgia e i Lanzichenecchi

A pochi chilometri da Roma, a Rignano Flaminio, si erge un’antica e imponente bocca da fuoco in ferro battezzata popolarmente “Bombarda del Valentino”. Esposta nella piazza dietro la Rocca dei Savelli (oggi nota anche come Rocca Borgia), questa bombarda non è solo un reperto di artiglieria, ma il simbolo della cittadina.

La “Bombarda del Valentino”

Un pezzo raro di artiglieria tardo-Medievale

La bombarda di Rignano è un affascinante esempio di artiglieria pesante. Tecnicamente, si tratta di un cannone a doghe, un tipo di arma costruito assemblando verghe di ferro tenute insieme da robusti anelli o cerchi dello stesso metallo battuto. .

Attualmente è montata su un carrello a due ruote, richiamando l’aspetto che avrebbe avuto in battaglia. Il suo aspetto massiccio e grezzo cattura immediatamente l’occhio, trasportando il visitatore indietro all’epoca delle guerre rinascimentali.

Il mistero dell’appartenenza: Borgia o Lanzichenecchi?

La storia di questo cannone è stata avvolta nel mistero e nel dibattito storiografico. Infatti, ci sono state diverse teorie in merito alla Bombarda del Valentino. Le due principali richiamavano a Cesare Borgia e ai Lanzichenecchi:

  • L’Attribuzione a Cesare Borgia: Il nome popolare di “Bombarda del Valentino” lega l’arma alla figura di Cesare Borgia, detto il Valentino, che ristrutturò la vicina rocca. Secondo questa teoria, l’arma sarebbe stata parte del suo armamento durante il periodo in cui la potente famiglia spagnola dei Borgia estese la sua influenza su Rignano.
  • La Tesi dei Lanzichenecchi: Si riteneva che la bombarda fosse stata abbandonata dai Lanzichenecchi nel 1527 mentre facevano ritorno verso nord, subito dopo il famigerato Sacco di Roma. Un pezzo di artiglieria così pesante, specialmente dopo una campagna devastante, sarebbe potuto essere semplicemente lasciato indietro per facilitare la marcia.

La targa posta sotto alla bombarda stessa, ci dice che, in realtà, la teoria di Cesare Borgia era quella corretta.

La targa posta sotto alla Bombarda del Valentino

La “Bombarda del Valentino”: un patrimonio da preservare

Oltre al suo valore storico-militare, la bombarda è oggi un punto focale per chi visita il centro storico di Rignano Flaminio.

Nel corso degli anni, l’attenzione si è concentrata sulla sua conservazione. Essendo esposta agli agenti atmosferici, l’antica bocca da fuoco necessita di continue cure per essere preservata dalla corrosione e dal degrado, mantenendola in condizioni che possano permettere alle future generazioni di ammirare questo straordinario simbolo della gloria e della storia rinascimentale di Rignano Flaminio.

Non solo la “Bombarda del Valentino”

Sulla piazza in cui si erge la Bombarda, ci sono altri due reperti interessanti: la Rocca Savelli e un sarcofago romano che, in passato, era stato usato come fontana.

La Bombarda vista da dietro e, sullo sfondo, la Rocca dei Savelli

La Rocca Savelli (o “Rocca del Valentino”)

La Rocca Savelli domina l’abitato di Rignano Flaminio, ergendosi come l’elemento più rappresentativo del borgo. La sua origine è medievale, ma la sua storia è strettamente legata ad alcune delle più influenti famiglie del Lazio. Divenne un importante baluardo sotto il controllo dei Savelli, una delle casate baronali più potenti di Roma, che la utilizzarono per secoli come centro di potere e difesa strategica lungo la Via Flaminia.

La Rocca è nota anche come “del Valentino” poiché, per un periodo all’inizio del Cinquecento, fu conquistata e ristrutturata da Cesare Borgia, (“il Valentino”), che ne fece una delle sue roccaforti nel Lazio. Sebbene la sua struttura sia stata modificata nel tempo, essa conserva ancora un imponente impianto difensivo, testimoniando le alterne vicende che hanno caratterizzato la storia di questa area.

La Rocca dei Savelli

Il sarcofago romano

Poco distante dalla Rocca Savelli e dalla bombarda, si trova un reperto di epoca romana: un sarcofago in marmo. Questo manufatto testimonia la ricca presenza romana nell’area, strategica per la vicinanza alla Via Flaminia.

Il sarcofago, databile presumibilmente al periodo imperiale, è un elemento che, secondo alcune ipotesi, potrebbe essere correlato ad antiche strutture di culto. Si ritiene, infatti, che il sarcofago e alcune colonne che si trovano nelle vicinanze, appartenessero in origine a un tempio dedicato a Silvano, il dio romano delle selve, delle greggi e delle zone non coltivate.

Il sarcofago è oggi un simbolo visibile della lunga storia di Rignano: un punto di congiunzione tra l’antico insediamento romano e lo sviluppo medievale del borgo.

Il sarcofago romano e le colonne

In conclusione…

In conclusione, vi abbiamo dato solo un breve accenno di alcune delle cose da visitare a Rignano Flaminio.

Non vi abbiamo parlato della via Flaminia antica visibile accanto all’attuale via Flaminia, del centro storico medievale, o delle Catacombe di Santa Teodora.

Ma ci torneremo, e vi porteremo con noi, possibilmente anche a mangiare qualcosa (siamo veramente curiosi di assaggiare qualcosa di tipico)!

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