Settembre sul tetto della Toscana: la vetta del Monte Amiata tra luce e profumi d’autunno

C’è un momento, a settembre, in cui l’estate toscana cede il passo all’autunno con una grazia quasi regale, e nessun luogo lo incarna meglio della vetta del Monte Amiata. Antico vulcano addormentato, a 1734 metri di altezza, si erge come un gigante verde a cavallo tra le province di Grosseto e Siena, offrendo un’esperienza rigenerante e panorami che lasciano senza fiato.

Il risveglio dorato del bosco

Salire sull’Amiata in un giorno di inizio settembre è come assistere a una metamorfosi. L’aria, tersa e frizzante, porta già un sentore di terra umida e di funghi. La faggeta secolare più grande d’Europa abbraccia le pendici del monte fino a sfiorarne la cima e comincia a mostrare i primi colori tipici del foliage.

È il clima ideale: le temperature diurne sono gradevoli, perfette per il trekking, senza la calura estiva o il rigore invernale. L’Amiata a settembre invita allo slow travel: a scoprire la montagna con lentezza.

In macchina verso la vetta

La croce monumentale e il “Tetto” panoramico

La vetta del Monte Amiata, raggiungibile a piedi o in auto/funivia (a seconda della stagione e dell’apertura degli impianti), è dominata dall’imponente Croce Monumentale in ferro battuto. Eretta all’inizio del ‘900, è un simbolo della montagna e un punto di osservazione impareggiabile.

Dalla vetta, lo sguardo spazia per chilometri, abbracciando il “tetto della Toscana”. Nelle giornate più limpide, l’orizzonte regala visioni spettacolari:

È un’esperienza di pura quiete, dove il vento fischia leggero e la vista spazia indisturbata, offrendo una prospettiva unica sulla regione.

Vista dalla vetta
La croce di ferro battuto

Il nostro soggiorno

Per il nostro “soggiorno-lampo” sulla vetta, abbiamo deciso di pernottare all’Albergo Ristorante “Sella“. Qui abbiamo mangiato divinamente pietanze autunnali (soprattutto funghi in ogni modo), ma anche dei fantastici lamponi locali.

Qui abbiamo conosciuto persone meravigliose (sia tra gli ospiti, che tra il personale) e la gentilezza di tutto lo staff ci ha fatto sentire a casa.

Un giorno tra natura e tradizione

Settembre non è solo contemplazione. L’area del Monte Amiata è ricca di splendidi borghi storici, come Abbadia San Salvatore, Arcidosso e Santa Fiora.

Abbadia San Salvatore

Noi abbiamo deciso di fermarci ad Abbadia San Salvatore, comune della Provincia di Siena, con poco più di 6.000 abitanti.

Ovviamente, siamo entrati nella meravigliosa abbazia e abbiamo visitato la cripta.

Quello che non tutti sanno è che l’abbazia di Abbadia San Salvatore ha conservato per più di mille anni il “Codex Amiatinus“: la più antica copia manoscritta in latino della Bibbia integrale. Fu redatta per volontà del monaco Ceolfrid che, anche se avanti con gli anni, partì dall’Inghilterra per recarsi a Roma attraverso la via Francigena. Morì però, durante il viaggio e la Bibbia scomparve, per riapparire, circa un secolo dopo, nell’abbazia di San Salvatore, dove rimase custodita per quasi mille anni ed acquisì il nome di Codex Amiatinus.

L’abbazia di San Salvatore

In conclusione

Una giornata sulla vetta del Monte Amiata a settembre è un inno all’equilibrio, tra l’ultima carezza dell’estate e la promessa di calore e sapori dell’autunno. È un luogo dove il tempo sembra rallentare, permettendoti di respirare a pieni polmoni la bellezza maestosa della natura toscana.

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